Castello di Pandino (Italia)

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Intorno al 1355, il signore di Milano Bernabò Visconti, un grande appassionato di caccia, scelse Pandino per costruirvi un castello per risiedere comodamente in questi luoghi e dedicarsi alla sua attività preferita; infatti, il nostro territorio a quell'epoca era ancora ricco di boschi e selvaggina abitate. L'edificio ha la forma tipica dei castelli viscontiani della piana del tempo: pianta quadrata con quattro torri angolari quadrate, cortile interno con archi a sesto acuto al piano terra e galleria superiore con pilastri quadrati. All'esterno ci sono numerose finestre, a un piano al piano terra, originariamente destinate alla servitù, bifore al piano superiore, riservate ai nobili.

Il lato est del piano inferiore era originariamente aperto come una sorta di secondo portico, ed era usato come sala per banchetti.
Il castello nel '300 era completamente decorato in tutto il suo spazio, anche nella stalla ora occupata dalla biblioteca. I dipinti, ancora ampiamente conservati, sono formati da varie forme geometriche, decorazioni architettoniche e ovunque gli stemmi dei signori del castello, ovvero il biscotto Bernabò Visconti e la scala insegna alla famiglia della moglie di Bernabò, Regina della Scala, figlia del signore di Verona.
Tra i pochi dipinti con figure umane possiamo distinguere S. Antonio Abate e S. Cristoforo, dipinti ai lati dell'antica sala del banchetto per proteggere il primo dalla salute degli abitanti del castello e il secondo dalle morti improvvise; purtroppo, nel corso del XV secolo, a causa di problemi di stabilità, si rese necessario aggiungere ad ogni angolo del portico degli archi di rinforzo, che andarono a coprire parzialmente l'S. Antonio e tutto il S. Cristoforo.

Ancora nel corso del XV secolo, sui due ingressi del castello, furono aggiunte due torri di difesa, poiché a quel tempo i veneziani si erano avvicinati sempre più al territorio pandinese; le precauzioni difensive non erano sufficienti, poiché Venezia prese il castello senza difficoltà due volte, ma lo occupò per alcuni anni.

Eliminato Bernabò con un colpo di stato, il nipote GianGaleazzo divenne il nuovo signore di Milano, e sappiamo che troppo spesso veniva a Pandino per la caccia. Figlio di GianGaleazzo, Filippo Maria è l'ultimo Visconti a governare Milano, dopo di che subentra la famiglia Sforza, a cui passa anche il nostro castello; in particolare, fu il conte di Pandino, del 1470 circa, Ludovico Maria Sforza, meglio noto come Ludovico il Moro. Più tardi divenne il Duca Moro di Milano, il castello di Pandino passò nelle mani di altre famiglie, alcune delle quali la tennero per alcuni anni.

Gli ultimi proprietari erano D'Adda, che nel diciannovesimo secolo diede il castello in affitto, sia come casa che come sede di varie attività. Nel 1947 il comune riuscì ad acquistare il castello e negli anni '50 iniziò i lavori di restauro. Oggi il castello ospita gli uffici comunali, la mensa della scuola di formaggi e numerosi eventi.

È importante sottolineare che il nostro castello è una delle residenze meglio conservate di tutta la Lombardia, poiché è ancora oggi molto simile al suo aspetto originale.

Alcune immagini del castello

Informazioni utili

Latitudine: 45.4058695
Longitudine: 9.5530478
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La mappa del Castello di Pandino